Pensieri vagabondi nel tempo nello spazio nell'umore. Poesie.

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Blogger: matariele
Nome: Gabriele Matarazzo
Cittadino profondamente democratico,amante della libertà,tanto da rispettare e considerare sacra quella altrui.Ho cancellato dal mio vocabolario e dai miei sentimenti la parola ODIO.

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sabato, 16 dicembre 2006

COMPENSAZIONE.

Il carcere è duro e di insopportabile lunga durata per chi è colpevole di omicidio (talvolta plurimo), ma, spesso, si trova il giudice che lo rende più lieve o ne abbrevia la durata.                                                         E'  giusto chechi ha inviato qualcuno a godere della vita eterna, possa trascorrere questa breve vita terrena in libertà !!!             Gabriele Matarazzo.

Postato da: matariele a 08:55 | link | commenti (2)

venerdì, 15 dicembre 2006

PRIVILEGI.

Nessuno che si preoccupi di mettere alle pecore e ai loro piccoli che pascolano sui prati, talvolta stenti, esposti alle intemperie, un cappottino, come si fa con i cani e i gatti, animali cosiddetti da compagnia che, peraltro, già vivono, con i padroni, in ambienti confortevoli.                                       Gabriele  Matarazzo.

Postato da: matariele a 14:33 | link | commenti

mercoledì, 13 dicembre 2006

IL CIBO DI ALTRI TEMPI.

La nipotina: " Nonno, tu mangi proprio di tutto, non fai mai storie sulla qualità dei piatti.  Da ragazzo,  hai mai fatto lo schizzinoso con la tua mamma;  sei mai stato viziato ?                                                      

Io:  " Da ragazzo ero viziato perché non sapevo mai scegliere tra la minestra di fagioli e patate e quella di patate e fagioli che mia madre mi proponeva.   Alla fine optavo per patate e fagioli, possibilmente abbondante.              Gabriele Matarazzo.

Postato da: matariele a 15:21 | link | commenti

domenica, 10 dicembre 2006

ANGOSCIA.

Il ritmo dell'onda fragorosa\ che si frange sugli scogli\ lenta rifluendo nell'agitato mare\ ossessiona la mia mente\ sconvolta da trepidi pensieri.\   Vago presagio di funeste venture\  tienmi sospeso l'animo\  in quest'aria turbinosa e gelida\  mentre il tempo trascorre\  come quel riflusso, lento,\  a scherno della mia angoscia.\   Le avverse vicende \  vicine e remote\ riemergono in fila\  e breve luogo consentono\ agli eventi felici\  scoloriti e fugaci.\   Ben fortunati sono\  color che della vita\  le cose buone colgono soltanto\  e agli altri lasciano leggieri\  la sofferenza e gli oneri gravosi\  dell' esistenza disagiata e stenta.\   E' buio intorno a me\  anche s'è giorno;\  dell' antro in cui mi trovo\  non vedo uscita alcuna.   E il divenir m'appare\  ancor più tristo.
 
               Gabriele  Matarazzo.                                                                                                                                       
          P.S.  Se vi piace o no  "questa ANGOSCIA"  fatemelo sapere ma statene alla larga,  G.M.

Postato da: matariele a 15:44 | link | commenti

sabato, 09 dicembre 2006

IL GAROFANO E LA ROSA.

Il garofano bello/ di vibranti colori/ screziati bianco-rosso/ ha notato che impudica/ lì vicino s'affaccia/ radiosa una rosa/ civetta cosciente/ di fascinosa bellezza.   Il lungo e sottile/ stelo che lo sorregge/ volentieri l'asseconda/ con notevole sforzo/ perché meglio si mostri/ alla bella esso tutto/ partecipando/ all' ammirazione/ di tanta leggiadria. Spera il garofano/ che la rosa superba/ incroci il suo sguardo/ con tacito segno/ di gradita attenzione.   Altéra la rosa/ oggetto di conquista/ fingendo interpone/ posticcia resistenza. Indaga sogguarda/ considera ardito/ il grazioso vicino.     Conscia sicura/ dell'alta sua classe/ all'offerta gentile/ dell'umile fiore/ non cede resiste/  avvertita dai saggi/ di non ibridare/ la pura sua specie.     Verrà invece un fiore/ di bellezza sua propria/ che rinnova la vita/ arricchisce la natura/ diffonde l'amore.     E per amore la rosa/ si protende fin dove/ il garofano l'attende/ gioiosa cedendo/ a garbata insistenza.     E d'intorno effonde/ il miglior suo profumo.    Fugace irridente/ un pensiero indirizza/ a quei saggi arroccati/ su lor presunzioni.      Gabriele  Matarazzo.

Postato da: matariele a 16:28 | link | commenti

PECCATORI POVERI.

 

     Ah, poveri noi peccatori poveri, ché,  se fossimo peccatori ricchi,  al cospetto di Dio  avremmo una ragione in più per giustificare la nostra debolezza.     E chissà se Egli non ci riserverebbe una  maggiore  comprensione.
                                                             Gabriele Matarazzo.

Postato da: matariele a 15:58 | link | commenti

martedì, 05 dicembre 2006

IL SORRISO DEI BAMBINI.

Il bambino di 5-6 mesi, in braccio alla mamma, mi guarda e sorride con gli occhi e con la bocca.  Ricambio il sorriso accompagnandolo con un gesto carezzevole della mano, senza toccarlo per non suscitare probabili reazioni della "chioccia" che non mi conosce.      Sempre in braccio alla madre, il piccolo si allontana continuando a sorridermi.     Mentre penso che, forse, sono simpatico a quel bambino, mi accorgo che un altro bambino, più grandicello di qualche mese,  anche lui in braccio alla madre, mi sta inviando bacini con la manina che, partendo dalla bocca, si indirizza a me che sono lievemente discosto.     Rispondo con lo stesso sorriso di prima e la mano che imita il suo gesto.      Inorgoglisco, sono simpatico ai bambini i  quali, invece di vedermi come un vecchio bacucco,  mi sorridono come a un loro nonno affettuoso, quale, d'altronde penso di essere.     Non faccio una scoperta: i bambini sono tutti belli e sorridono per mostrare la gioia di essere qui, con noi.      Non sanno e non posso  dirglielo, quanto sia io contento di essere ancora qui, con loro.                        Gabriele Matarazzo

Postato da: matariele a 14:03 | link | commenti (4)